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LIRICA DI PRIMA CLASSE, di Frederik Rreshpja, sconvolgente, geniale, sfortunato

12 Apr 2019
LIRICA DI PRIMA CLASSE, di Frederik Rreshpja, sconvolgente, geniale, sfortunato

LA MORTE DI LORA

poesie

Scelte e tradotte da Astrit CANI

L'opera di Frederik Rreshpja e poesia di prima classe del calibro europeo.

Hans-Joachim Lankch, (traduttore e letterato - Germania)

...la poesia di Frederik a me in quanto conoscitore della letteratura albanese, e parsa veramente di grande pregio.

Jose Riviera, (critico - Spagna)

...questa e una poesia sconvolgente e di una maestria che a noi americani manca.

Henry Israel (editore - USA)

...avrei voluto che Frederik fosse russo oppure io fossi albanese, poiche amo molto la sua poesia straordinariamente intelligente e sensibile. Noi abbiamo Puskin, Esenin, e gli albanesi devono essere fieri di avere cotanto poeta.

Ivanov (critico - Russia)

...sono rimasto sconvolto da questo uomo che possiede una genialita dei Balcani, che sono il luogo dove l'arte e nata.

Leo de Roi (critico - Francia)

...Fredi ha vissuto con la morte alle calcagna per lunghi anni, e non ha potuto che scrivere ogni sua poesia come se fosse l'ultima.

Shpetim Kelmendi (scrittore - Albania)

VIGNETTA

Un salice ermo, coperto d'inverno

Spoglio da uccelli e foglie:

Come scoiattolo balza il vento per i tronchi

Col boccio di pioggia tra i denti

Le notti felici, da campanellini

Trillano sui rami della memoria...

Si profilano sullo sfondo dei lampi

Le lune che si sono mangiate le greggi

AUTUNNO 1990

Piange il cervo in radura e le lacrime si fan pioggia

Si rattrista il vento sulla roccia

Non ci sono piu foglie verdi. Stanno cadendo

I sogni dei boschi ad uno ad uno

Fuggono gli uccelli lo spogliarsi dei tronchi:

Addio, o boschi dei Balcani!

Solo un cespuglio azzurreggia ancora

L'ultima viola del canto d'usignolo

Ah, venga l'autunno senza migrazione d'uccelli!

Che venga il buon Dio, a prender in mano le stagioni!

PRELUDIO

O aria della sera avvolgimi, e ora che io muoia di nuovo.

Quando si chiuderanno i miei occhi, non ci sara piu mare

Per le imbarcazioni di lacrime.

Vado e lascio chiuse tutte le piogge.

Ma tornero ancora ad ogni stagione che vorro.

Sono stato la tristezza del mondo.

O aria della sera avvolgimi, e ora che io muoia di nuovo.

LA MORTE DI LORA

Giaci nell'ora vespertina come se i tempi ti fossero crollati addosso,

Pronta per l'eternita.

Non mi parli. Hai dato la tua parola alla morte, lo capisco.

Ma tu a questo mondo venuta sei per me, non per i cieli.

Siamo sempre stati insieme, fin da giovani,

E ora m'hai lasciato!

Mi fanno tristezza le stagioni. Tu lo sapevi

E dal mondo mi separa una via di miglia solitarie

Abbiamo detto cose che non saranno capite mai.

Abbiamo camminato per i secoli, davanti alle piramidi,

I nostri nomi erano scolpiti

Anche quando non avevamo la roccia.

Ma queste cose non saranno mai capite.

Come i vangeli.

Siamo stati belli entrambi, ma tu ora

Sei ancor piu bella, con un poco di morte sugli occhi.

AVE, MADRE MIA!

Sto sotto la pioggia. E questa l'unica cosa che voglio.

Che e questo? Chiedono le stille di pioggia sulla mia fronte

Cosi ho udito la voce della pioggia

Un giorno d'estate accanto alla vecchia quercia

Alla porta spalancata per gli uccelli.

Ahi, quand'ero giovane e bello credevo

Che tutte le piogge del mondo cadessero per me

Ma ora che tanti anni sono trascorsi

So che non fa senso alcuno che piova.

Ecco andata anche mia madre sotto una pioggia di marmo

Nell'archeologia degli dei che cadevano

Ave, madre mia!

Solo in te ho creduto

Altro Dio non ebbi mai. Amen!

RIMANI, STASERA DA ME

La luna sul fiume disegna

Un ponte per i sogni delle stelle;

Nube grigia, l'obliata nostalgia

Rimette il capo nelle mani della selva.

Venisti per la via della luna,

Sbocciarono ai portici le rose.

Rimani stasera da me

Il tempo che le rose dei tronchi morti siano mature.

CRONACA

Foglia fattasi uccello di dolore sugli ulivi.

Dal villaggio dinanzi sono usciti i vecchi,

Hanno rincorso gli animi vagabondi nell'aria

Verso la Via Lattea.

Gli uccisi sono stati sistemati in piazza della "DEMOCRAZIA"

Avvolti nelle lenzuola di "oggi sposi".

Ma la stampa ha detto che le elezioni sono state oneste,

libere e corrette. Cosi anche le TV

Hanno poi lavato via per bene il sangue

Agli ulivi dai tronchi contorti pel dolore.

Eh! Ulivi d'Albania e la vostra maledetta pace!

LASCIAMI VENIRE CON TE

Nel campo camminano i gitani e sulle spalle

I tamburi pendono come salme

Mentre gli spiriti del deserto

Non si sveglieranno mai piu.

Dal nido della pioggia e volato

Il canto delle nuvole carico di pianto.

Lasciami venire con te!

Questo e il mio ultimo tramonto.

Io vengo da te per morire, non l'hai capito?

Devo proprio morire e devo poi

Cospargere il sangue mio sulle rose

Sotto una luna di Gerusalemme.