LIRICA DI PRIMA CLASSE, di Frederik Rreshpja, sconvolgente, geniale, sfortunato
LA MORTE DI LORA
poesie
Scelte e tradotte da Astrit CANI
L'opera di Frederik Rreshpja e poesia di prima classe del calibro europeo.
Hans-Joachim Lankch, (traduttore e letterato - Germania)
...la poesia di Frederik a me in quanto conoscitore della letteratura albanese, e parsa veramente di grande pregio.
Jose Riviera, (critico - Spagna)
...questa e una poesia sconvolgente e di una maestria che a noi americani manca.
Henry Israel (editore - USA)
...avrei voluto che Frederik fosse russo oppure io fossi albanese, poiche amo molto la sua poesia straordinariamente intelligente e sensibile. Noi abbiamo Puskin, Esenin, e gli albanesi devono essere fieri di avere cotanto poeta.
Ivanov (critico - Russia)
...sono rimasto sconvolto da questo uomo che possiede una genialita dei Balcani, che sono il luogo dove l'arte e nata.
Leo de Roi (critico - Francia)
...Fredi ha vissuto con la morte alle calcagna per lunghi anni, e non ha potuto che scrivere ogni sua poesia come se fosse l'ultima.
Shpetim Kelmendi (scrittore - Albania)
VIGNETTA
Un salice ermo, coperto d'inverno
Spoglio da uccelli e foglie:
Come scoiattolo balza il vento per i tronchi
Col boccio di pioggia tra i denti
Le notti felici, da campanellini
Trillano sui rami della memoria...
Si profilano sullo sfondo dei lampi
Le lune che si sono mangiate le greggi
AUTUNNO 1990
Piange il cervo in radura e le lacrime si fan pioggia
Si rattrista il vento sulla roccia
Non ci sono piu foglie verdi. Stanno cadendo
I sogni dei boschi ad uno ad uno
Fuggono gli uccelli lo spogliarsi dei tronchi:
Addio, o boschi dei Balcani!
Solo un cespuglio azzurreggia ancora
L'ultima viola del canto d'usignolo
Ah, venga l'autunno senza migrazione d'uccelli!
Che venga il buon Dio, a prender in mano le stagioni!
PRELUDIO
O aria della sera avvolgimi, e ora che io muoia di nuovo.
Quando si chiuderanno i miei occhi, non ci sara piu mare
Per le imbarcazioni di lacrime.
Vado e lascio chiuse tutte le piogge.
Ma tornero ancora ad ogni stagione che vorro.
Sono stato la tristezza del mondo.
O aria della sera avvolgimi, e ora che io muoia di nuovo.
LA MORTE DI LORA
Giaci nell'ora vespertina come se i tempi ti fossero crollati addosso,
Pronta per l'eternita.
Non mi parli. Hai dato la tua parola alla morte, lo capisco.
Ma tu a questo mondo venuta sei per me, non per i cieli.
Siamo sempre stati insieme, fin da giovani,
E ora m'hai lasciato!
Mi fanno tristezza le stagioni. Tu lo sapevi
E dal mondo mi separa una via di miglia solitarie
Abbiamo detto cose che non saranno capite mai.
Abbiamo camminato per i secoli, davanti alle piramidi,
I nostri nomi erano scolpiti
Anche quando non avevamo la roccia.
Ma queste cose non saranno mai capite.
Come i vangeli.
Siamo stati belli entrambi, ma tu ora
Sei ancor piu bella, con un poco di morte sugli occhi.
AVE, MADRE MIA!
Sto sotto la pioggia. E questa l'unica cosa che voglio.
Che e questo? Chiedono le stille di pioggia sulla mia fronte
Cosi ho udito la voce della pioggia
Un giorno d'estate accanto alla vecchia quercia
Alla porta spalancata per gli uccelli.
Ahi, quand'ero giovane e bello credevo
Che tutte le piogge del mondo cadessero per me
Ma ora che tanti anni sono trascorsi
So che non fa senso alcuno che piova.
Ecco andata anche mia madre sotto una pioggia di marmo
Nell'archeologia degli dei che cadevano
Ave, madre mia!
Solo in te ho creduto
Altro Dio non ebbi mai. Amen!
RIMANI, STASERA DA ME
La luna sul fiume disegna
Un ponte per i sogni delle stelle;
Nube grigia, l'obliata nostalgia
Rimette il capo nelle mani della selva.
Venisti per la via della luna,
Sbocciarono ai portici le rose.
Rimani stasera da me
Il tempo che le rose dei tronchi morti siano mature.
CRONACA
Foglia fattasi uccello di dolore sugli ulivi.
Dal villaggio dinanzi sono usciti i vecchi,
Hanno rincorso gli animi vagabondi nell'aria
Verso la Via Lattea.
Gli uccisi sono stati sistemati in piazza della "DEMOCRAZIA"
Avvolti nelle lenzuola di "oggi sposi".
Ma la stampa ha detto che le elezioni sono state oneste,
libere e corrette. Cosi anche le TV
Hanno poi lavato via per bene il sangue
Agli ulivi dai tronchi contorti pel dolore.
Eh! Ulivi d'Albania e la vostra maledetta pace!
LASCIAMI VENIRE CON TE
Nel campo camminano i gitani e sulle spalle
I tamburi pendono come salme
Mentre gli spiriti del deserto
Non si sveglieranno mai piu.
Dal nido della pioggia e volato
Il canto delle nuvole carico di pianto.
Lasciami venire con te!
Questo e il mio ultimo tramonto.
Io vengo da te per morire, non l'hai capito?
Devo proprio morire e devo poi
Cospargere il sangue mio sulle rose
Sotto una luna di Gerusalemme.